www.aquattromani.it Aquattromani
Loading
                                                                                     Chi è Carlo   Che dire della durata della nostra vita media, paragonandola all’età del  mondo? Un periodo di 85/90 anni è uno spazio di tempo molto effimero,  comparato agli oltre 4 miliardi di anni che ha il nostro pianeta Terra, è  come un lampo di luce, che si accende per un fuggente attimo  all'orizzonte, e subito sparisce...   Spesso, da molti anni, mi viene in mente questa riflessione e forse vi  domanderete il perché! Mi sono sempre dato questa semplice risposta:  “La nostra vita, nel contesto del tempo che scorre nell’universo, è  paragonabile alla durata di un lampo. Esistono lampi più intensi e lampi  appena impercettibili, ma sempre di pochi attimi si tratta... e allora  bisogna cercare di vivere questi attimi con la massima intensità,  sopratutto quando capita qualcosa di imponderabile.Ci sono infinite   variabili nella nostra vita, sovrastate sempre dall'imponderabile,  nascoste  dietro l'angolo, strutturate sia nel bene che nel male. Sono  convinto che anche nei fatti più negativi  che ci possono  capitare,cercando  meticolosamente, si puo trovare qualcosa di positivo.  Bisogna insistere nella ricerca, senza mollare mai, cercando di rendere i  nostri attimi di vita più luminosi possibile, poichè i lampi molto luminosi danno la sensazione di durare  più a lungo nel tempo...                                                                                                                            -  Con questo discorso cerco di far capire, a chi legge la presentazione, la mia considerazione della vita  rapportata all’immensità dell’universo!                                                                                                     -  Nel 2009 all'età di 58 anni, essendo titolare di una piccola azienda artigiana, ormai decotta dalla  globalizzazione, avendo raggiunto l’età pensionabile, decisi, senza tanti rimpianti, di chiuderla per  potermi dedicare, con maggior vitalità, ai miei hobby preferiti. Fino ad allora, non avevo mai potuto  esercitarli con serenità, dovendo affrontare quotidianamente, le molte difficoltà che la vita moderna mi  propinava per sopravvivere.                                                                                                                     -  Dopo alcuni mesi di adattamento alla nuova vita, cominciai a godermi la riconquistata libertà,  dedicandomi ai miei hobby, che sono in piccola parte le tecnologie informatiche, ma in assoluto la  passione per il trekking e la vita all'aria aperta sui miei monti Toscani, ma anche su e giù per tutta la  penisola ed oltre. Andai avanti, in continuo crescendo con questi hobby, dalla primavera del 2009 fino  a Febbraio del 2011, frequentando diversi gruppi trekking e creando anche un gruppo, da me gestito. Il  tempo sembrava che volasse, pensavo di vivere un sogno incredibile: “levarsi la mattina senza  impegni particolari e dopo una tranquilla colazione, indossare lo zaino e partire per mete non  programmate, scelte secondo l'umore determinato dalla giornata o dalla stagione, senza averne  immaginato la destinazione, neppure la sera prima”.                                                                               -  Ma ecco che dietro l'angolo mi aspettava l'imponderabile!! il mio medico generico, visitandomi per una  normale bronchitella, conseguenza di un'influenza stagionale, notò un nevo sulle mie spalle che,  secondo lui, aveva un' aspetto anomalo...Da qui cominciò la mia Odissea!! Io, che fino ad allora ero  stato in ospedale solo poche volte, ma soltanto per visitare amici e parenti ricoverati, in pochi mesi,  sono dovuto passare all’interno di molti reparti e macchinari. Fino ad allora ne avevo sentito solo  vagamente parlare e invece, oltre al dover superare lo stress che incutono, mi son dovuto  velocemente abituare alle ansie, provocate dall’attesa dei referti diagnostici, purtroppo sempre  peggiori. Alcuni medici, che magari mi avevano visitato nei reparti alcuni mesi prima, nel rivedermi, mi  ossevavano con un'espressione sorpresa e meravigliata, forse pensando che se ero ancora li, potevo  essere solo un miracolato...                                                                                                                     -  Vi chiederete: ma che stato d'animo avrà Carlo in questa situazione? Risposta: “Quì subentra il mio  usuale stato d'animo, sopra descritto, consolidato, dopo l’uscita dal mondo del lavoro, da circa due  anni di bella vita, vissuta come una resurrezione, giorno per giorno, dedicata principalmente al  trekking, riappropriandomi del contatto con la natura e le persone...”. Dopo ogni ricovero in ospedale,  lungo o corto, che abbia subìto, il mio pensiero principale è sempre stato orientato verso la  riabilitazione più veloce possibile, per poter tornare ai miei hobby. Non ho mai perso di vista, però, la  possibilità di informarmi sempre più a fondo sui problemi del melanoma che mi affligge, senza mai  farmi prendere dallo sconforto per le statistiche tremende, legate alla mia situazione terapeutica. Ho  sempre cercato, e trovato, lati positivi all'interno di questa mia nuova negativa storia e, sopratutto, non  ho mai mollato la sana vita all'aria aperta, sui monti, camminando, da solo o in piacevoli compagnie,  impegnandomi secondo le condizioni fisiche del momento,sempre a stretto contatto con la natura. Non  importa raggiungere per forza la vetta dell'Everest... "ognuno ha la sua montagna" disse una volta  Reinhold Messner. La mia montagna la scelgo di volta in volta, secondo le condizioni fisiche del  momento, fosse anche piccola come un monticello di rena... Ma fino all'ultimo respiro non mollo!         -   Strada facendo, lungo il cammino, tortuoso e subdolo, della mia malattia, informandomi sempre più a  fondo su quel che di meglio avrei potuto intentare per migliorare la mia situazione, arrivai, nell'Agosto  del 2012, a Siena, nel reparto di Immunoterapia Oncologica, diretto dal famoso Dott. Michele Maio.  Devo dire che già il primo impatto col dottore fù miracoloso, poiché, nonostante mi diagnosticasse una  situazione peggiore di cio che già conoscevo, mi sentii in buone mani e trovai molto positivi i suoi  consigli, poichè accesero subito, nella mia mente, la speranza di poterne beneficiare. Fino a Maggio  del 2013 frequentai il reparto per visite di consulenza, durante un periodo abbastanza stabile della mia  malattia. Successivamente, in seguito ai risultati peggiorativi di una TC e di una PET, i dottori, mi  proposero la possibilità di entrare in uno studio in corso, che era già alla fase 3. Non avevo altra  chance, poichè la nuova metastasi era localizzata in zona non operabile. Avevo tutti i requisiti e le  caratteristiche necessarie per esservi inserito, ed accettai subito con la massima fiducia. Era qualcosa  di molto impegnativo, prevedeva oltre un anno di day hospital settimanale nel reparto di  Immunoterapia Oncologica di Siena. C’era  possibilità di aggravamenti della malattia con insorgenze di  vari effetti collaterali ma, per fortuna, e forse, anche per la mia positiva reazione, ebbi sin da subito  soltanto benefici. Nell'agosto 2013, dopo appena 40 giorni dall’inizio della nuova terapia sperimentale,  riuscii, tra un day hospital e l'altro, ad andare in val d'Aosta, realizzando due sogni nel cassetto legati  al mio hobby preferito: due vette da raggiungere, alte più di 3000 metri, tra le più belle della mia  collezione escursionistica, eseguite in barba ai miei sessantatre anni, aggravati dagli effetti della  terapia sperimentale in corso. Ad agosto 2014 la fase di studio è finita ed io sono ancora qua a  raccontarvi questa storia, pieno di energia e di voglia di arrampicarmi sui monti. Incredibilmente, le  escursioni più pazze e ardite del mio hobby preferito,  le ho concluse durante quest'anno di terapia  intensiva, facendo un giorno di day hospital alla settimana e, recandomi sui monti, sopratutto quando  mi sentivo fisicamente più depresso dagli effetti della terapia, insistendo per alcune ore, sotto sforzo,  anche mentale, finchè, come per incanto, mi sentivo molto meglio, sia moralmente che fisicamente e  rientravo a casa, magari un po stanco, ma leggero e sereno.                                                                 -  Penso che, la battaglia per la riattivazione delle difese immunitarie, passi molto per questo tipo di  comportamenti, a stretto contatto con la natura, utili per riattivare lo spirito e il fisico. E poi che vi devo  dire... ritorno al discorso iniziale: "i lampi, brevi o non brevi che siano, si manifestano sempre per la  durata di un attimo, l'importante è che sia un attimo più sereno e luminoso possibile". Devo dire che  tutto lo staff del reparto di Immunoterapia Oncologica di Siena è il massimo della disponibilità,  attenzione e professionalità, si percepisce positività nell’aria. Mi vergogno quasi a dirlo ma, il giorno  settimanale che mi devo recare in day hospital, mi sento sereno e divertito, come se dovessi andare a  fare una scampagnata con gli amici... eppure è un ospedale!! Sicuramente riesco a cogliere tutti i lati  positivi del reparto e della mia vicenda personale, credo che questa sia la formula  più importante per  convivere serenamente con le avversità del destino.                                                                                                                                    Cordialmente Carlo
Home Le nostre Storie Aquattromani.it Chi siamo Link Utili Le nostre Storie contatti@aquattromani.it Ex Artigiano Tessile - Pensionato -  nato il 18/Agosto/1951