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Home Le nostre Storie Storie di Vita Storie di Vita Raccolta di Storie di vita e sensazioni scritte da alcuni pazienti aderenti all’Associazone Aquattromani
 Qualcosa da condividere con gli altri? Era questo che mi è stato chiesto qualche giorno fa da Ivan, lo  psicologo del reparto. In questo momento la mia “malattia” è quello che accomuna me e tutte le  persone che incontro nella saletta di attesa del reparto di immunologia oncologica a Siena. Ma penso  che Ivan si riferisse a qualcosa di “positivo” da trasmettere agli altri . . .   Quando mi è stata diagnosticata la mia “malattia” ho pensato – Ecco! Ci siamo ! E’ il mio turno!-.  Allora ho iniziato a pensare a quante delle persone che ho conosciuto che hanno avuto il mio stesso  “problema” in passato e che erano ancora vive. La risposta è stata -nessuna-! Ho fatto logicamente  l’unica  cosa “illogica” che mai nessuno dovrebbe fare andare su internet e digitare “melanoma  cutaneo metastatico probabilità di vita”. . . Il mio primo pensiero è andato subito a mio figlio e mio  marito. . . poi ho pensato troppe “cose in sospeso”. . . ci vuole del tempo per ricominciare ad “agire” e  smettere di rimuginare sempre sulle stesse cose. . .in questo sono stata molto aiutata dal sostegno  che ho avuto da Ivan. Certo ci vuole una molla che faccia scattare questa voglia di “fare” e non  lasciarsi travolgere dallo sconforto.    Per me inizialmente è stato ascoltare non volendo mio marito dire alla sorella “non ce la faccio a  vederla così. . .“. E’ stato allora che nonostante non avessi ancora la forza fisica ho deciso di  riprendere piano piano a lavorare. Ma la vera spinta l’ho avuta quando ho incontrato il dott. Maio che  mi ha rassicurato dicendomi “ stia tranquilla sig.ra, la cura funziona! E se questa non dovesse andare  bene abbiamo tante altre soluzioni!”.    Non mi stancherò mai di ripeterlo, che nonostante la mia sfortunata malattia, io sono stata ” fortunata”  in tutto il mio percorso perché “qualcuno” ha guidato i miei passi sino a qui. Qualcuno da lassù mi ha  voluto “bene” e ha ascoltato le mie preghiere. Sono stata fortunata ad aver varcato la porta del reparto  di immunologia oncologica e aver avuto l’occasione di conoscere tutte le persone splendide e  instancabili che si prendono cura di me ogni volta che mi reco lì.    Quando qualcuno mi chiede “come ci sei arrivata tu a Siena?” io rispondo che è Siena che ha scelto  me. Tempo fa ho iniziato a stilare una lista delle cose che voglio riprendere a fare o che ancora non ho  fatto. Inizialmente, lo confesso, questa lista era stata compilata nel caso in cui non fossi riuscita più a  farle... poi ho cominciato a pensare “diversamente”, come dice lo psicologo ”pensare positivo”, e che  volevo realmente raggiungere quegli obiettivi. . . per me è così : il bisogno di avere un obiettivo da  raggiungere, uno scopo, un motivo, uno stimolo nella vita rende più facile e sopportabile tutto. . . E’  una di quelle cose che avevo dimenticato e accantonato perché nella vita avere un obiettivo, una  passione, un hobby aiuta la “cura” a funzionare meglio.    Oggi ho ricominciato anche a riprendere alcune delle cose che avevo abbandonato come lavorare  all’uncinetto o ai ferri e in più mi è ritornata la voglia di dipingere. . . e chissà quante altre cosa chiuse  nel cassetto riprenderò a fare.                                                                                                                                                                                                                     Antonella
“Pensare positivo” di Antonella
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